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tourist info

Gestione delle fanerogame e delle alghe spiaggiate

Il materiale raccolto per la pulizia delle spiagge è composto per gran parte dalle foglie di Cymodocea nodosa, Posidonia oceanica e da Zostera nolti il cui spiaggiamento è un fenomeno naturale che annualmente si verifica su tutte le coste bagnate dal Mediterraneo, con intensità diverse in relazione alle estensioni delle praterie presenti in prossimità dei litorali.

Gli accumuli di biomassa spiaggiata, chiamate “banquettes” svolgono un importatene ruolo nella protezione delle spiagge dall’erosione e danno un contributo diretto ed indiretto alla vita delle biocenosi animali e vegetali della spiaggia; intervenire rimuovendo le piante spiaggiate dalla sede naturale significa quindi accelerare l’erosione e compromettere l’integrità dell’habitat costiero.

La necessità di mantenere in loco la Posidonia spiaggiata confligge però con l’utilizzo delle spiagge a scopo turistico, per questioni estetiche e per gli odori che possono derivare dalla putrefazione delle foglie.

Dalla figura è evidente la presenza significativa di queste piante nell'ambito del terriotrio comunale.

  

L’importanza ambientale delle fanerogame marine non riguarda esclusivamente le praterie vive, ma permane con il distacco delle foglie e rizomi e la formazione di accumuli di biomasse sulle spiagge, in quanto esercitano le seguenti azioni:

- azione protettiva svolta nei meccanismi di erosione dei litorali sabbiosi

- funzione fondamentale nell’ecologia dell’ambiente costiero, in quanto sviluppano e sostengono meccanismi di colonizzazione della vegetazione pioniera delle spiagge e di quella dunale,

- costituiscono una riserva di nutrienti per le biocenosi dell’intera fascia costiera (emersa e sommersa), per cui sono da considerare ecosistemi di particolare importanza e complessità, quindi strategici in termini di biodiversità;

- una volta frammentato da processi fisici e dagli organismi e rimineralizzato ad opera dei batteri, rappresenta un’importante fonte di carbonio e di nutrienti.

Pertanto la rimozione definitiva delle biomasse vegetali spiaggiate determina un danneggiamento fisico della spiaggia e della vegetazione dunale, esponendo la linea di costa a rischio di erosione e desertificazione, che a sua volta a lungo termine provoca una modificazione del profilo naturale  della spiaggia, consistente in un arretramento della linea di costa e in una sua maggiore inclinazione.

 

Per venire incontro a tale problema il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio suggerisce tre diverse soluzioni, tra le quali compare, nel caso in cui si verifichino oggettive condizioni di incompatibilità fra gli accumuli di biomassa e la frequentazione delle spiagge, la possibilità di rimuovere in maniera permanente le piante e trasferirle in discarica, essendo esse considerate rifiuti solidi urbani e quindi da trattare secondo la normativa vigente (D.Lgs 152/06).

 

A livello locale, fino al 2016  la biomassa spiaggiata è stata gestita come un rifiuto, ai sensi della Parte Quarta del D.Lgs. 152/2006, alla pari di altro materiale trasportato dalle correnti marine ed abbandonato. In tale contesto giuridico, il Comune si è avvalso di Soggetti terzi abilitati all’attività di raccolta rifiuti urbani (CER 200303) per l’effettuazione del servizio di pulizia degli arenili, raccolta dei rifiuti spiaggiati e successiva gestione come rifiuti con trasporto ad impianti di recupero/smaltimento autorizzati.

Nel 2013 su indirizzo dell’Assessorato all’Ambiente del Comune è stato elaborato e presentato alle Amministrazioni locali un progetto di valorizzazione delle fanerogame marine avente ad oggetto “Progetto sperimentale di valorizzazione delle fanerogame marine spiaggiate sugli arenili di Grado”. Il progetto ha preso avvio dalla circolare del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (n. DPN/VD/2006/08123 del 17/03/2006), che riconoscendo il ruolo ecologico e di difesa del litorale svolto dalle biomasse spiaggiate, ma anche gli inconvenienti connessi alla presenza di tali accumuli lungo le spiagge, fornisce indicazioni generali sulle possibili soluzioni e modalità da adottare per gestire tali materiali.

Il progetto elaborato, sottoposto ai vari procedimenti autorizzativi, è stato approvato in via definitiva dalla Giunta comunale in data 18/4/2016 (deliberazione n. 69) ed ha trovato avvio attuativo ad inizio dell’agosto 2016.

 

Sinteticamente il progetto prevede la modifica sostanziale dell’inquadramento giuridico della frazione di origine naturale spiaggiata, da “rifiuto” a “risorsa” ambientale e prevede le seguente azioni:

- raccolta e asporto delle biomasse vegetali spiaggiate lungo la battigia delle spiagge del territorio comunale, previa raccolta e separazione dei materiali di origine antropica (plastica, vetro, legno, etc) rinvenuti sui tratti oggetto d’intervento che saranno gestiti come rifiuti, pertanto avviati a recupero e/o smaltimento a seconda della tipologia di materiale;

- conferimento e raccolta stagionale della frazione spiaggiata di origine naturale (alghe) in aree appositamente individuate;

- riporto, al termine della stagione estiva, del materiale accumulato lungo la battigia con funzione di barriera frangiflutti e anti-erosiva, fino all’avvio della successiva stagione turistica, per poi ripetere il ciclo gestionale.

La gestione della biomassa spiaggiata come prevista dal progetto sperimentale coniuga il mantenimento del valore turistico e della fruibilità delle spiagge, con i seguenti benefici ambientali: tutela delle praterie di Cymodocea Oceanica e delle altre fanerogame marine che colonizzano i fondali antistanti il litorale di Grado, mineralizzazione della sostanza organica da cui derivano i nutrienti utili alle biocenosi animali e vegetali, riduzione dell’erosione delle spiagge attraverso la protezione meccanica data dalle “banquettes” e grazie alla restituzione della sabbia intrappolata negli accumuli di materiale spiaggiato asportati (poi riportati sugli arenili), incremento della produttività delle acque costiere. A ciò si aggiunge la sensibile riduzione della produzione di rifiuti e dell’impatto ambientale dovuto al loro trasporto presso gli impianti individuati per il loro recupero e smaltimento.

L’attuazione del progetto ha previsto una sperimentazione di due anni.

 

 

Per approfindire il tema si rimanda alla pubblicazione "Risultati del Progetto LIFE SERESTO" relativo il ripristino delle praterie di fanerogame come misura volta al miglioramento del grado di conservazione dell’habitat 1150* Lagune costiere e dello stato ecologico dei corpi idrici.